NUOVI STUDI CONTRO LA GONARTROSI
Negli studi condotti in Italia e Arabia Saudita nuove opportunità per il trattamento delle osteoartrite: a confronto Hilterapia e metodologie già in uso
Milano, novembre 2009 – La gonartrosi è una malattia cronica degenerativa che si manifesta a livello articolare con interessamento specifico della cartilagine del ginocchio in associazione a fenomeni di generazione dell’osso sottostante; colpisce infatti soprattutto soggetti anziani o di sesso femminile. A favorire lo sviluppo della gonartrosi possono contribuire diversi fattori: in primo luogo l’obesità, la presenza di deviazioni di asse delle gambe, l’asportazione dei menischi, ma anche l’invecchiamento naturale e la pratica di alcuni sport. Uno dei trattamenti finora impiegati, introdotto nei primi anni ’70, è la terapia viscosupplementativa, che consiste in infiltrazioni di acido ialuronico (HA) allo scopo di ottenere una reintegrazione delle caratteristiche visco-elastiche della cartilagine.
Presso l’Agenzia di Recupero e Riabilitazione dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Careggi di Firenze, la Dr.ssa Tamara Viliani, assieme ai suoi collaboratori, ha diretto uno studio clinico per confrontare l’efficacia terapeutica della Hilterapia, rispetto alla più nota viscosupplementazione, nel trattamento della osteoartrite del ginocchio. I risultati dello studio, confermando l’efficacia della viscosupplementazione, hanno dimostrato che la Hilterapia risulta, dal punto di vista clinico, analogamente efficace nel trattamento della osteoartrite del ginocchio a breve e medio termine.
Come sottolinea la Dr.ssa Viliani: “Questa nuova metodologia che è indolore, confortevole per il paziente e non-invasiva, può essere un valido strumento terapeutico per la gestione nel tempo del paziente con patologia osteoarticolare, consentendo un ottimo controllo del dolore e il miglioramento funzionale quasi in assenza di controindicazioni. L’efficacia della HILT varia poi al variare dei parametri e del numero di sedute, che il medico può scegliere e adattare in relazione all’obiettivo clinico e alle esigenze del paziente”.
Invece il Dr. Samir A. Sabbahi, presso il King Faisal Specialist Hospital & Research Center a Riyad, (Arabia Saudita) ha condotto uno studio clinico per valutare l’efficacia della Hilterapia, confrontandone i risultati rispetto alla Low Level Laser Therapy e agli Ultrasuoni. La sperimentazione prevedeva che le terapie venissero somministrate unitamente a un adeguato programma di esercizi di riabilitazione motoria, nel trattamento di pazienti affetti da osteoartrite. In base ai risultati la Hilterapia si è dimostrata la più efficace, per lo spiccato effetto antinfiammatorio e antidolorifico. La sensibile riduzione della sintomatologia dolorifica, fin dalle prime applicazioni, consentiva, di conseguenza, un miglior recupero funzionale, visibile in una maggiore capacità e autonomia nei movimenti.
ANGINA [dal lat. fingere, stringere]. - Nel significato originario è usata per indicare un tipo di dolore improvviso, acuto e costrittivo (ANGINA pectoris; ANGINA abdominis; ecc.), proprio di certe malattie cardiache; in senso traslato è invece usata per indicare alcuni processi infiammatori del faringe (faringiti, tonsilliti, ecc.), solitamente accompagnati da dolore locale e difficoltà a deglutire.
ANEURISMA [dal gr. anéurisma, dilatazione]. - Dilatazione circoscritta permanente di un vaso sanguigno, solitamente un'arteria, causata da diminuita resistenza ed elasticità della parete, di varia forma (cilindrica, fusiforme, a sacco) e dimensioni variabili, pericolosa per la possibilità di rottura con conseguente emorragia interna anche istantaneamente mortale. Dicesi falso ANEURISMA quando il sangue fuoriuscito da una lacerazione arteriosa (ematoma) forma una pseudocapsula (ematoma incistato), che può restare in comunicazione con il lume vasale, simulando la sintomatologia di un ANEURISMA Causa dell'ANEURISMA sono l'arteriosclerosi, la sifilide, i traumi e le embolie infettive.
ANESTESIA [dal gr. anaistesía, comp. di an priv. ed àistesis, sensazione]. - Pratica in uso nei diversi rami della chirurgia, dell'ostetricia, dell'oculistica, ecc., per rendere insensibile al dolore tutto o una determinata parte del corpo umano (anestesia generale o narcosi, ed anestesia locale). La prima idea dell'anestesia artificiale fu suggerita dalla scoperta delle proprietà anestetiche del protossido d'azoto fatta da Humphrey Davy nel 1798.
Il sistema di anestesia con impiego dell'etere si attribuisce all'americano Jackson, che avrebbe applicato il metodo nel 1846, ed al francese Maigaigne, il quale avrebbe incominciato ad usare l'etere nel 1847. Il cloroformio venne scoperto nel 1831 da Soubeiran, ma impiegato più tardi. Da anestesia si ha anestetico: sostanza avente la proprietà di estinguere totalmente, o di diminuire temporaneamente la sensibilità di una parte, o di tutto il corpo. L'impiego degli anestetici è attualmente assai generalizzato: va, infatti, dal comune mal di capo (per il quale si adoperano pastiglie o tabloidi o compresse di varia natura), al parto indolore realizzato con diversi sistemi secondo il fisico e la personalità delle pazienti.
I principali anestetici in uso dopo il 1847, epoca nella quale si incominciò ad impiegare l'etere nelle operazioni chirurgiche, sono stati il cloroformio, l'aldeide, il protossido di azoto, il bicloruro di metilene, il tetracloruro di carbonio, la cocaina, la novocaina, la stovaina, il veronal, l'etilene, il vinotene e il pentotal.